Emilio Rosetti - Comune di Forlimpopoli (FC)

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Emilio Rosetti: poliedrico protagonista della scena scientifica e culturale dell’Ottocento in Italia e in Argentina

In un’Argentina scossa da campagne militari, rivoluzioni, guerre di confine e dittature, eppure desiderosa sopra ogni cosa di rinnovarsi scrollandosi di dosso il passato, giunge nel 1865 l’ing. Emilio Rosetti, da poco diplomato alla Scuola di Applicazione per Ingegneri di Torino, ma già apprezzato per le competenze tecniche e le capacità intellettuali.


Juan Maria Gutiérrez, uno dei promotori principali dello studio delle scienze in America latina, riceve l’incarico dall’Università di Buenos Aires di fare incetta dei più interessanti giovani europei per creare il Departamento di Ciencias Exactas di Buenos Aires, primo nucleo della futura Facoltà di Ingegneria. Egli si rivolge ad un nome già conosciuto in Argentina, il fisiologo darwiniano Paolo Mantegazza, che fa da  tramite tra il Governo di quel paese e i migliori nomi della scienza e della ricerca in Europa.

 

Tra questi il Rosetti al quale viene affidata la direzione dei corsi. Egli parte con una nutrita schiera di naturalisti, esploratori, storici, geologi e pubblicisti, nonché - colleghi e poi amici di una vita - con Bernardino Speluzzi (già illustre Professore di Algebra, Geometria e Geodesia all’Università di Pavia) e con Pellegrino Strobel (Professore di Storia Naturale all’Università di Parma). Figure di altissimo rilievo che connotano in modo nuovo il volto scientifico e culturale dell’Argentina.


L’escalation del Rosetti è estremamente rapida.  Dopo soli sette mesi di permanenza il Governo gli affida, oltre gli insegnamenti di Matematica Pura e Applicata, Topografia, Geodesia, Idraulica, Geometria descrittiva, Architettura e Fisica sperimentale, anche la Direzione del Collegio Nazionale di Buenos Aires (del quale edificio progetta facciata e vestibolo), ove crea in Gabinetto di Fisica considerato un gioiello dai contemporanei.

In seno al Dipartimento di Scienze Esatte il Rosetti fonda la Sociedad Cientifica Argentina (1872). Ne firma la proposta e pone come primo presidente il suo discepolo più dotato, l’ing. Louis A. Huergo. La Sociedad Cientifica Argentina costituisce il cuore pulsante della ricerca, dell’esplorazione e della divulgazione scientifica in Argentina. Ne fanno parte nomi prestigiosi come Sir. Charles Robert Darwin.


Da una costola della Sociedad Cientifica Argentina nasce poi l’Instituto Geografico Argentino (1879), del quale ancora una volta il Rosetti risulta tra i fondatori, così come decisivo è il suo contributo alla creazione della Sociedad Paleontologica Argentina. Negli stessi anni egli viene nominato Membro Accademico della Facoltà di Matematica sorta nel 1874 dal Dipartimento di Scienze Esatte.

 

All’iter cattedratico il Rosetti accompagna l’attività di ingegnere ed architetto che lo vede impegnato nella progettazione del molo e delle tramvie di Paranà, della chiesa di Mater Misercordiae in Calle Moreno, della chiesa e del Palazzo Comunale di San Martin, del monumento, alla Recoleta, dello statista Velez Sarsfield, autore del Codice Civile Argentino. E poi ancora di altri edifici privati a Buenos Aires, Rosario, Dolores, San Martin.


Ma il suo nome è legato soprattutto al progetto redatto per conto del Governo argentino della Ferrovia transandina, ad unire il Cile all’Argentina fino ai suoi 3189 m.s.l., la cui opera complessa e travagliata fu poi terminata - nella sua tratta definitiva - solo nel 1910.

 

Nella seconda metà dell’Ottocento il Rosetti è ormai un punto di riferimento costante per lo sviluppo infrastrutturale e sociale del paese. Lo ritroviamo nelle Commissioni Direttive di carceri, scuole, ospedali, impegnato nel risanamento di Buenos Aires e nella sistemazione del comparto idraulico.


Le pubblicazioni di carattere tecnico-scientifico si susseguono numerosissime. Le donazioni a Confraternite, Istituti scolastici argentini ed italiani sono altrettanto cospicue (procura a suo spese all’Ospedale Italiano di Buenos Aires un intero set di strumentazioni chirurgiche fatte pervenire dall’Italia).

 

Ritornato definitivamente in Italia nel 1885, ottenuta la giubilazione dall’Università di Buenos Aires, nominato Console d’Argentina, l’ing. Rosetti asseconda la sua passione più forte partendo per una serie ininterrotta di viaggi che lo porteranno instancabilmente da un capo all’altro del mondo: dagli Stati Uniti all’Africa, dalla Russia all’Oriente e poi in Europa fin negli angoli più remoti. Annota tutto nelle sue 'Memorie' di viaggio: quattro volumi ed un’agendina densi di appunti e descrizioni trascritte con raro spirito di osservazione e stile personalissimo. Testimonianza di grande valore storico non solo della sua esistenza, ma di un’epoca e di un mondo che, a cavallo tra fine Ottocento e inizio Novecento, si sta affacciando alla modernità.


Non meno proficui gli anni nei quali il Rosetti si ferma infine nella sua terra d’origine per dedicarsi agli studi di storia locale, effettuando ricerche tra archivi, musei e biblioteche ed infine pubblicando il poderoso 'La Romagna. Geografia e storia' (1894) che viene considerata ancora oggi la prima opera nella quale i confini della Romagna vengono definiti in modo ragionevole.


L’ing. Emilio Rosetti muore, quasi improvvisamente, il 30 gennaio 1908 a Milano. Viene sepolto nel Mausoleo Rosetti, voluto dai figli ed opera dello scultore Edoardo Rubino. L’elogio funebre viene affidato ad Ernesto Teodoro Moneta, premio Nobel per la Pace nel 1907, al quale il Rosetti era vicino per ideali e vincoli familiari, avendone sposato la sorella. 


Al figlio avvocato Doro Rosetti, Teodoro Moneta lascerà la guida della 'Società per la pace e la giustizia internazionale', primo passo verso la nascita della futura Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).


All’impegno costante di Doro Rosetti l’Italia deve l’inserimento dell’Art.11 della Costituzione Italiana, unico esempio tra le costituzioni del tempo, che sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.


  Testo di Chiara Arrighetti

Fondazione Nazionale 'Italia-Argentina. Emilio Rosetti'

L’ultima discendente dell’ing. Emilio Rosetti, Diana Rosetti, viene rintracciata a Milano alla fine degli anni’70.


Nipote di Emilio Rosetti, nonché del Premio Nobel per la Pace (1907) Ernesto Teodoro Moneta, la Sig.ra Diana riscopre via via i suoi legami con Forlimpopoli, dove il Rosetti è nato nel 1839 e dove è vissuto negli anni giovanili.


Nel 1997 Diana devolve un primo lascito che permette la nascita della Fondazione, inizialmente guidata, con veste giuridica regionale, dal prof. Corrado Matteucci. L’intento è quello di valorizzare quanto più possibile l’opera e la figura del nonno paterno dei quali documenti e della cui memoria Diana è attenta custode.


Vengono quindi promosse Tavole Rotonde, Mostre, Convegni e Borse di Studio inerenti sia l’attività dell’ing. Rosetti, principale fautore della creazione della Facoltà di Ingegneria a Buenos Aires ed uno dei promotori decisivi dello sviluppo infrastrutturale e scientifico dell’Argentina, sia l’opera fondamentale di altri ingegneri ed architetti italiani che hanno esportato competenze tecniche di alto profilo in America latina.


Alla scomparsa di Diana Rosetti la Fondazione ne diviene erede, ricevendo anche importanti documenti originali e testimonianze. In tale contesto la Fondazione, alla guida del nuovo presidente ing. Luciano Ravaglia - esperto conoscitore dell’Argentina, avendovi operato per gli studi preliminari al Trattato speciale con l’Italia ed allo spostamento della capitale per incarico del Ministero degli Affari Esteri - diventa Nazionale, ampliando orizzonti e finalità che diventano di grande respiro, così come avrebbe voluto la sua istitutrice.


Si aprono a questo punto rapporti con il Ministero dei Beni Culturali e degli Esteri, con le Soprintendenze Archivistiche, con le Ambasciate, con le Università italiane ed argentine, con musei, archivi, con i più importanti Istituti Culturali ed editori italiani e stranieri. Si approfondiscono le ricerche e si rintracciano pubblicazioni - delle quali si ignorava l’esistenza ? nonché numerosi documenti inediti che delineano un Rosetti di calibro ben maggiore rispetto a quanto si era supposto.


Nel 2008 vengono recuperate anche le 'Memorie' autografe dell’ing. Rosetti, diario di una vita di viaggi, di impegni professionali, di un mondo che egli attraversa, metaforicamente e geograficamente, come testimone prezioso.


A fronte di tali scoperte e recuperi, La Fondazione ha focalizzato il proprio impegno nella pubblicazione dei volumi delle Memorie, dando alle stampe - nell’aprile 2010 - il primo volume 'I viaggi e le memorie di Emilio Rosetti. Società, luoghi e tecniche del XXIX secolo'. Il libro è stato presentato nelle sedi più prestigiose in Italia (Roma, Palazzo di Sant’Ivo alla Sapienza, Firenze, Palazzo Strozzi) e all’estero (Buenos Aires, Istanbul, Il Cairo, Atene).


Nel 2012 la Fondazione si appresta a proseguire nella pubblicazione degli altri volumi che definiranno, in modo esaustivo, approfondito e articolato, la statura di uno scienziato che dalla Romagna ha ?esportato? in America latina cultura e tecnica di altissimo livello.


  Chiara Arrighetti

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