Teatro Comunale - Comune di Forlimpopoli (FC)

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Il Teatro Comunale "Giuseppe Verdi"

Teatro Giuseppe Verdi

All’inizio dell’Ottocento, quando la sede municipale viene trasferita nella rocca, si decide di destinare il salone d’onore all’uso di teatro. Con questo scopo sono avviati nel 1821 i lavori di trasformazione della nuova sala e nel 1830 è definitivamente inaugurato il Teatro Comunale intitolato a Carlo Goldoni: al  suo interno trovano spazio le attività della locale Accademia degli Infiammati, fondata nel 1624 dal vescovo bertinorese monsignor Giovanni Della Robbia. 

Teatro G. Verdi, interno (foto E. Filippi - Camerachiara)

 

 

Già qualche decennio dopo la sistemazione, la sala risulta inadeguata alle esigenze della "moderna" rappresentazione scenica e a partire dal 1878 si avviano i lavori di riadattamento del teatro; ne è artefice l’architetto bertinorese Giacomo Fabbri (1843 - 1905) che si ispira "alle proporzioni di altri teatri a galleria già costruiti che fecero ottima prova". L’impiego di "moderne" armature in ferro per la realizzazione dei nuovi solai e delle esili colonnine in ghisa a sostegno dei due ordini di gallerie, risponde alla duplice esigenza di ottenere "una costruzione solidissima" dal punto di vista strutturale e, al contempo, "la massima leggerezza" e ariosità dal punto di vista estetico.

Teatro Giuseppe Verdi 2

Teatro G. Verdi, la galleria (foto E. Filippi - Camerachiara)

 

 

 

La decorazione della nuova sala viene affidata al pittore forlimpopolese Paolo Bacchetti (1848-1886). A lui si devono gli ornati alla bocca d’opera, alle pareti e alle parapettate delle due gallerie nonché l’ovale posto al centro del soffitto, terminato il 29 novembre 1879. Il Bacchetti realizza, inoltre, il telone istoriato di gala - oggi conservato nella Sala del Consiglio Comunale della Rocca - raffigurante la distruzione di Forlimpopoli ad opera delle truppe pontificie e l’ingresso del cardinale Albornoz nella città. Il teatro viene inaugurato il 12 ottobre 1882 con una serie di rappresentazioni di opere buffe e di balli a cura della Compagnia dei Giovani Quiriti di Genova.

 

All’inizio del Novecento il teatro viene intitolato a Giuseppe Verdi e successivamente è adattato a sala per le proiezioni cinematografiche; nel corso di questi lavori vanno irrimediabilmente perdute le decorazioni del Bacchetti. Nel 1982 è stato portato a termine un importante  intervento di restauro che ha riportato la struttura al suo antico decoro. Ancora oggi il piccolo teatro di Forlimpopoli costituisce un unicum nel vasto panorama delle strutture legate allo spettacolo, sorte in Romagna nel corso dell’Ottocento.
All’interno della sala una lapide, il cui testo è stato redatto dal poeta Olindo Guerrini, rievoca la celeberrima incursione della banda del Passatore nella notte del 25 gennaio 1851.

(testo di Silvia Bartoli)

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